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Le prestazioni dello studio

In studio pratichiamo quotidianamente tutte le principali prestazioni dell’odontoiatria utilizzando strumentazioni e tecnologie aggiornate e nel rispetto dei protocolli relativi a sicurezza, sterilità e sanificazione.
Inoltre abbiamo adottato alcune soluzioni innovative per garantire ai nostri pazienti il massimo comfort durante le sedute ma soprattutto nella vita di tutti i giorni.

Conservativa

La conservativa è la branca dell’odontoiatria che si occupa del restauro diretto dei denti cariati, usurati, erosi o che hanno subito piccole fratture di porzioni della corona. Comprende otturazioni, ricostruzioni e sigillature e si effettua quando i processi cariosi, di usura o di piccole fratture della corona dentale coinvolgono solo una porzione del dente. In altre parole, si parla di conservativa quando la cavità da restaurare è di piccole dimensioni e la restante parte integra e sana del dente può fungere da “contenitore” dell’otturazione. In caso contrario si dovrà ricorrere ai manufatti realizzati dal laboratorio odontotecnico, ossia corone protesiche o intarsi.
I materiali adoperati al giorno d’oggi in conservativa sono principalmente i compositi (costituiti da una matrice resinosa e da riempitivi inorganici) e i vetro-ionomeri, che garantiscono un restauro estetico e che hanno quasi interamente soppiantato l’amalgama d’argento, materiale d’elezione per la conservativa fino a quindici – vent’anni fa. L’amalgama oggi è in disuso e addirittura, in alcuni Paesi europei, il suo utilizzo è espressamente vietato per la presenza del mercurio nella lega che la compone. In Italia a tutt’oggi è soltanto sconsigliato l’impiego in alcuni casi. Nelle raccomandazioni ministeriali del gennaio 2014 si legge: “Nonostante nei settori posteriori l’amalgama d’argento rappresenti ancora un materiale affidabile e sicuro, è raccomandato evitarne l’uso nei bambini sotto i sei anni, nelle donne in gravidanza o in allattamento e nei pazienti con gravi nefropatie o con allergia al materiale stesso”.
Meno controversa è la tossicità dell’amalgama al momento della sua rimozione, quando viene dissolta in microparticelle ed aerosol, per la possibilità di essere assorbita dalle mucose, respirata o ingerita.
Anche nel nostro studio, come presso tutti i colleghi che lavorano con scrupolo, le otturazioni in amalgama vengono rimosse in maniera protetta, secondo i protocolli di sicurezza: utilizzo della diga di gomma, che isola l’elemento dentario dal resto del cavo orale; abbondante irrigazione degli strumenti rotanti, i quali consistono in frese al tungsteno che lavorano il più possibile sulle pareti dello smalto confinanti con l’otturazione in amalgama e il meno possibile sull’amalgama stessa per non produrre dispersione di vapori contenenti mercurio; doppia aspirazione intra-orale associata ad aspirazione extra-orale; protezione degli occhi, del viso e dei capelli del paziente (nonché degli operatori); rimozione quanto più possibile meccanica, con strumenti a mano, dei blocchi e dei frammenti di amalgama “liberati” dagli strumenti rotanti.

Endodonzia

L’endodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa del cosiddetto endodonto, cioè il tessuto profondo che sta all’interno dell’elemento dentario, comunemente chiamato “nervo”, in realtà costituito da materia cellulare, vasi e nervi. La terapia canalare degli elementi dentari (devitalizzazione) si rende necessaria quando il processo carioso ha raggiunto questo tessuto profondo e consiste nella rimozione di tale tessuto, nella disinfezione dei canali radicolari mediante irrigazione con soluzioni specifiche (principalmente ipoclorito di sodio ed EDTA), rimozione dei detriti e della dentina contaminata, misurazione della lunghezza dei canali radicolari con rilevatori elettronici, sagomatura dei canali con appositi strumenti manuali e rotanti e infine sigillo dei canali fino all’apice. Tutte queste manovre, che quasi sempre richiedono più di una seduta, vengono effettuate con l’uso della diga di gomma, che isola l’elemento dentario dal resto del cavo orale. Nel nostro studio l’endodonzia viene seguita dal dottor Davide Murru, che ha frequentato il Corso annuale in Endodonzia clinica, presso lo Studio del Prof. Cianconi, Dr. Gabriele Conte e Dr. Manuele Mancini (Roma, 2010).

Igiene orale "no pain"

L'eccellenza nel campo dell'igiene orale
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Protesi Mobile

La protesi mobile è un manufatto costituito generalmente di resina e metallo, o di sola resina o di altri materiali, che sostituisce i denti mancanti e può essere agevolmente rimossa dal paziente per le manovre di igiene orale. Si distingue in protesi parziale, quando su un’arcata dentaria sono mancanti solo alcuni denti che la protesi va a sostituire, e in protesi totale, quando non è più presente alcun elemento dentario e il manufatto riveste l’intera arcata dentaria. Si appoggia sulle superfici gengivali e sui denti, quando presenti, mediante ganci e ancoraggi di varia forma e natura.
Oggi esistono soluzioni che evitano i ganci metallici delle protesi parziali o che ne limitano l’utilizzo alle zone meno visibili del cavo orale. Le protesi in nylon, ad esempio, sono dotate di ganci trasparenti o del colore della gengiva, sono flessibili, totalmente metal-free e hanno un palato estremamente ridotto.

Snap-On Smile

Un innovativo sistema, di cui disponiamo in studio, è lo Snap-On Smile® che consiste in una sottile mascherina in resina acetalica cristallizzata. È una comoda e pratica protesi cosmetica, flessibile ed estetica. Riveste solamente le corone dentarie, senza coinvolgere le gengive. Oltre che riempire gli spazi dei denti mancanti, ricopre i denti naturali e corregge inestetismi di varia natura. È da considerarsi una protesi temporanea, benché garantisca una durata che va dai 3 ai 5 anni.

Protesi fissa

La protesi fissa è la disciplina che si occupa della sostituzione, del ripristino o della copertura dei denti mancanti e delle corone dentarie danneggiate, con soluzioni non rimovibili e simili, per estetica, funzionalità, resistenza al carico e comfort, alla dentatura naturale. Si parla di “corona” (o capsula) quando il manufatto riveste un solo elemento, di “ponte” quando il lavoro protesico riveste due o più denti naturali detti pilastri e sostituisce i denti mancanti compresi fra i pilastri. Non solo denti naturali: la protesi fissa riguarda anche le corone, i ponti, le intere arcate dentarie che si cementano o si avvitano sugli impianti.
I materiali adoperati in protesi fissa sono e sono stati numerosissimi, nel corso della storia dell’odontoiatria: perlopiù metalli e ceramiche di varia natura. Dall’oro alle leghe nobili e non nobili di varia composizione, spesso in combinazione con ceramiche o resine, alla ceramica integrale senza metallo di sostegno. Oggi, grazie alle nuove tecniche, ai nuovi materiali disponibili e alla domanda dei pazienti, in protesi fissa si effettuano con maggior frequenza lavori metal-free. I metalli, tuttavia, continuano ad essere fra i materiali più utilizzati per le cosiddette armature protesiche: principalmente il titanio e la lega cromo-cobalto. Fibre di vetro, fibre di carbonio, Peek (biopolimero) e zirconia (ossido di zirconio) sono fra gli altri materiali costituenti le armature, sia delle strutture che si cementano sui denti naturali che di quelle dei manufatti che si fissano sugli impianti. Ceramica, zirconia, disilicato di litio e compositi di nuova generazione, sono invece i materiali estetici di rivestimento più utilizzati al giorno d’oggi in protesi fissa.

Faccette estetiche

minimamente invasive

Le Lumineers® 2 sono la nuova generazione di restauro estetico minimamente invasivo. Sono le uniche faccette in ceramica integrale ultrasottili (come una lente a contatto!) durevoli e altamente estetiche. Richiedono una minima rimozione di tessuto dentale, addirittura in certi casi vengono applicate sulla superficie dentale senza alcun consumo di smalto. La nuova ceramica feldspatica presinterizzata Cerinate arricchita di nanocristalli di leucite, materiale di cui sono composte, vanta una resistenza di 216Mpa e uno spessore fino a 0,3 mm. Le Lumineers® 2 sono indicate per trattamenti su denti consumati, con macchie di tetracicline, ingialliti, disallineati: cioè in tutti in quei casi in cui il dente risulta sostanzialmente integro e sano e sarebbe davvero invasivo consumare del tessuto dentale per poter alloggiare una faccetta o una corona in ceramica tradizionale.

Chirurgia orale ambulatoriale

In studio ci occupiamo da tempo della chirurgia orale ambulatoriale. Dalle estrazioni chirurgiche dei denti del giudizio alla riduzione di esostosi e torus (prestazioni richieste spesso in chirurgia preprotesica), all’apicectomia, cioè l’asportazione chirurgica degli apici delle radici dentali compromesse o recidivanti, che l’endodonzia per svariate ragioni non riesce a risolvere.
Il dottor Paolo Maccioni ha lunga esperienza nell’estrazione chirurgica dei denti del giudizio, in inclusione ossea e/o mucosa totale o parziale, grazie alla formazione presso la New York University, e vanta una gran quantità di casi eseguiti. Va detto che le estrazioni dei denti del giudizio non sono tutte uguali. I denti del giudizio inferiori, ad esempio, sono di media decisamente più impegnativi di quelli superiori per ragioni anatomiche (differenze morfostrutturali fra osso mandibolare e osso mascellare). La posizione dell’elemento dentario, il grado di rotazione, la morfologia delle radici e il loro rapporto col nervo alveolare, il grado di sviluppo dell’elemento dentario, il livello di inclusione sia ossea che dei tessuti molli, sono fattori che condizionano e determinano la difficoltà dell’intervento e che incidono sul decorso post-operatorio. A questo proposito è bene menzionare il quadro definito come alveolite secca, ovvero l’infiammazione dell’osso alveolare dovuta a un difetto di formazione del coagulo, che consiste in un mancato o rallentato processo di guarigione dell’area post-estrattiva, e che è causa di dolore persistente. Le cause dell’alveolite sono molteplici e di varia natura: dal fumo all’accumulo di residui alimentari agli sciacqui troppo energici e abbondanti effettuati dopo l’intervento, a cause ormonali. Nelle donne che assumono contraccettivi orali, ad esempio, l’intervento deve essere programmato fra il 23.mo e il 28.mo giorno del ciclo, quando il livello di estrogeni è più basso.

Implantologia

L’implantologia è quell’insieme di tecniche chirurgiche volte a riabilitare il paziente a cui mancano uno o più elementi dentari mediante l’utilizzo di strutture, dette impianti, che sostituiscono le radici e che vengono inserite nell’osso. L’impianto si consolida nell’osso di sostegno grazie a un processo biologico definito osteointegrazione. Successivamente, o talvolta contestualmente, sugli impianti vengono “caricate” le strutture protesiche progettate. La stragrande maggioranza degli impianti adoperati oggi nel mondo sono costituiti in titanio, ma non mancano altri materiali, esistono ad esempio sistemi implantari in ceramica e impianti in titanio-zirconia o in tantalio. Il titanio è perfettamente biocompatibile ed è lo stesso materiale con cui vengono realizzate le protesi ortopediche, grazie allo strato di ossido che forma in superficie cui aderiscono i tessuti biologici, in particolare il tessuto osseo. Oggi, grazie alle tecnologie disponibili, si è diffusa l’implantologia computer guidata, previo un esame di tomografia computerizzata e la realizzazione di un modello virtuale su software.
L’implantologia viene realizzata nel nostro studio dal dottor Paolo Maccioni (Post Graduate Chirurgia orale New York University), dal dottor Davide Murru (Master in implantoprotesi presso Sapienza Università di Roma) e dal dottor Luca Mesina (Tutor presso il Team Kristal Research Group, Bucarest. Master II° livello in Chirurgia Ortognatica e Malformazioni Mascellari all’Università di Torino).

Grandi riabilitazioni protesiche

Tecniche chirurgiche avanzate
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Grandi riabilitazioni protesiche

Ortodonzia fissa

È il ramo dell’odontoiatria che si occupa della diagnosi e della terapia delle malocclusioni, degli affollamenti dentali (o, per contro, degli “spazi vuoti”) dei cosiddetti “denti storti”. È definita fissa in quanto fa ricorso ai classici bracket metallici o estetici applicati su ogni singolo dente, solidarizzati mediante un sottile filo metallico. L’ortodonzia fissa viene seguita nel nostro studio dalla dottoressa Carla Peluffo, specializzata in Ortognatodonzia, presso l’Università degli Studi di Cagliari

Ortodonzia intercettiva

È la branca dell’odontoiatria che si occupa del trattamento delle malocclusioni nell’età pediatrica e nella prima adolescenza. “Intercettiva” poiché il suo obiettivo è diagnosticare e trattare le alterazioni nella crescita e nello sviluppo delle ossa mascellari dei bambini non appena si manifestano. In questo modo si evita che possano aggravarsi in età adulta. Allo stesso modo si evita il ricorso a successivi trattamenti di ortodonzia fissa o se ne riduce la durata nel tempo e la complessità. In genere gli apparecchi di cui si avvale l’O. Intercettiva sono placchette di resina mobili con anse metalliche, cioè si poggiano sui denti e sulle superfici mucose e possono essere rimossi dal paziente. In alcuni casi vengono cementate su alcuni denti per un breve periodo di tempo.
Si ricorre all’ortodonzia intercettiva per:
Ristabilire il corretto rapporto tra le arcate dentarie. Intervenire sul c.d. palato stretto o a sesto acuto. Espandere le arcate dentarie quando contratte. Trattare il morso crociato e il morso inverso. Accompagnare e sostenere, correggendola, la crescita mascellare e mandibolare. Creare le condizioni adeguate a un successivo trattamento di ortodonzia fissa che sarà di più semplice gestione e più rapido.

Ortodonzia invisibile

L'alternativa più estetica ai bracket e agli archi metallici

Terapia disordini dell'ATM

Le patologie delle Articolazioni TemporoMandibolari (ATM) e dei muscoli della masticazione prendono il nome di “disordini temporomandibolari” e sono un’importante causa di dolore nella regione oro-facciale.
I quadri clinici che rientrano in questa categoria vengono seguiti dal dottor Marcello Melis, prestigioso collaboratore esterno dello studio, docente/istruttore presso diversi atenei in Italia e negli USA, nonché membro delle commissioni editoriali di diverse riviste scientifiche internazionali. Specializzato alla Tufts University di Boston, il dottor Melis si occupa in modo esclusivo della diagnosi e terapia delle patologie delle articolazioni temporomandibolari, dei muscoli della masticazione e delle cefalee causate da malocclusione dentaria, bruxismo (l’abitudine di stringere, serrare o digrignare i denti) o altre parafunzioni orali. Si occupa inoltre della diagnosi e cura delle roncopatie (il russamento durante il sonno) e delle apnee ostruttive del sonno. Queste ultime sono patologie molto serie che possono causare gravi problemi all’organismo.

Sedazione cosciente

Riduzione del dolore con il protossido d'azoto

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